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SanTásti classic
Questa bevanda agisce per ristabilire l’equilibrio nella bocca bilanciando acidità, morbidezza e tannino. Alla bevanda è aggiunta anidride carbonica così da fornire alla bocca una sensazione unica di freschezza e pulizia. Se stai assaggiando vino, birra, caffè, o altri cibi, SanTásti migliorerà la tua esperienza sensoriale.
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SanTásti è disponibile in bottiglie da 355 ml in vetro con tappo a vite.
• Restituisce il piacere nel degustare • Gusto rinfrescante • Multifunzionale • Solo 10 calorie • Tutto naturale
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SanTásti è stata formulata sulla base della particolare equazione di equilibrio, caratteristica della nostra bocca. |
INGREDIENTI
OSMOSI INVERSA / ANIDRIDE CARBONICA Il primo passo è stato purificare l’acqua tramite osmosi inversa, assicurando così un basso contenuto di sali minerali, le principali cause delle alterazioni sensoriali e gustative nel momento dell’assaggio. Sono state poi aggiunte quantità ottimali di anidride carbonica in modo da produrre una sensazione di strofinamento sul palato, caratterizzando così SanTásti come bevanda briosa e piacevole, senza che abbia gli effetti fastidiosi che caratterizzano le acque frizzanti. ACIDO CITRICO L’acido citrico viene impiegato per aumentare l’acidità della bevanda (ph 3,5) e renderla simile a quella del vino (ph 2,8—3,9). L’acqua classica (ph 6 - 8) può compromettere una corretta valutazione nel successivo assaggio, proprio per questo motivo è stato aggiunto acido citrico in SanTásti, ma anche per aiutare ad attenuare la secchezza delle fauci stimolandone la salivazione. ZUCCHERO E’ stata anche aggiunta una piccola quantità di zucchero di canna per equilibrare l’acidità e renderla simile al livello zuccherino presente nel vino. Lo zucchero contenuto in una bottiglia di SanTásti (355 ml) equivale a 10 calorie. PECTINA DELLA FRUTTA E CELLULOSA DI GOMMA I principali responsabili della sensazione di astringenza, conseguente ad una degustazione di vino, sono i tannini. L’utilizzo di pectina e cellulosa di gomma attenuano questo fenomeno creatosi nel palato, fissandosi ai tannini residui nella cavità orale e successivamente eliminandoli con la deglutizione.
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